Sardegna il Re di Tavolara

Sardegna, il Re di Tavolara - A cura di Peppe Pagano - articolo pubblicato sul magazine Mototurismo nr.193

Motociclisti, viaggiatori o molto semplicemente Mototuristi, uniti dalla stessa voglia: il grande desiderio di viaggiare per scoprire, comprendere ed amare ogni luogo visitato e vissuto con...
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Sardegna, il Re di Tavolara - A cura di Peppe Pagano - articolo pubblicato sul magazine Mototurismo nr.193

Motociclisti, viaggiatori o molto semplicemente Mototuristi, uniti dalla stessa voglia: il grande desiderio di viaggiare per scoprire, comprendere ed amare ogni luogo visitato e vissuto con la libertà che contraddistingue chi sogna. I tanti aneddoti raccontati agli amici, al ritorno da ogni viaggio, seduti attorno ad un tavolo gustando una birra o perché no un buon bicchiere di vino. Siamo in maggio e per più di sei giorni abbiamo goduto delle belle strade che la Sardegna ci ha regalato, percorsi immersi in una natura incontaminata, con strade che si aprono improvvisamente dinnanzi
ad un mare cristallino, alti monti che racchiudono dentro di se gioiosi laghi arginati da campi in fiore, cavalli liberi di scorazzare su vaste pianure ed anche noi liberi di vivere in sella alle nostre moto le sensazioni ed i profumi di una terra tanto fiera ed unica. Siamo quasi alla fine del nostro viaggio quando decidiamo di concederci una giornata di puro relax…
lasciate le moto presso l’hotel Castello a Porto san Paolo, che ci ospitava per l’ultima sera in terra Sarda decidiamo di trascorrere la nostra giornata su quell’isola che già il giorno prima ci aveva emozionato con i suoi colori. Preso un piccolo traghetto giungiamo sulla piccola isola di Tavolara. Appena attraccati una grande scritta “Ristorante da Tonino Re di Tavolara” attira subito la nostra attenzione. Quante volte andando in giro ci siamo imbattuti in nomi di ristoranti abbastanza stravaganti ? dalla colorita “zia Lucia maga del tortello” alla più roboante dicitura “da Don Saro dove il pesce è di casa” ma francamente mai avevamo visto un appellativo reale con tanto di stemma araldico! La nostra curiosità è alle stelle fin quando non ci sembra che grandi romanzieri del calibro 2011-09-13 101211di Dumas o dei fratelli Grimm si stiano prendendo gioco di noi. Proprio Tonino ci viene incontro, un uomo in età matura ed estremamente affascinante, il portamento regale e le mani di chi ha tanto lavorato nella vita, sono l’anteprima incredibile della storia che con un po’ di imbarazzo chiediamo di raccontarci, Tonino ci guarda, chiede se abbiamo qualche ora di tempo e comincia il suo avvincente racconto: “ dovete sapere che il mio trisavolo Giuseppe Bertoleoni, si trasferì alla fine del 1700 a Tavolara, che all’epoca era deserta, egli preferì l'isolamento e l'assoluta libertà per sottrarsi alle conseguenze di una situazione di conclamata bigamia…. Un giorno, tanti anni dopo, giunse sull’isola per una battuta di caccia, Carlo Alberto di Savoia, salito al trono sabaudo” a questo punto la nostra curiosità aumenta in maniera considerevole e chiediamo delucidazioni a Tonino il quale con voce esaudente dice: “è proprio vero! Si incontrarono e Carlo Alberto si presentò come il Re di Sardegna e Paolo Bertoleoni, figlio di Giuseppe, allora si presentò come il Re di Tavolara”. la narrazione di questa amicizia nata per caso tra Paolo Bertoloni ed il monarca dell’epoca si fa alquanto suggestiva. Naturalmente non sta a noi decidere se la storia sia vera oppure frutto della fantasia, ma il racconto è talmente bello che il suo sentirne ci riempie il cuore di emozioni. Secondo il racconto di Tonino, il suo avo Paolo parlò al re Carlo Alberto delle eccezionali capre dai denti d’oro che popolavano l’isola, il re sabaudo, dopo essere tornato a Torino, inviò il generale La Marmora con una corvetta sull’isola di Tavolara per prenderne alcuni esemplari. Il generale giunse sull’isola recando doni per la moglie di Paolo Bertoleoni e assieme al “Re di Tavolara” si spinse sulla montagna alla ricerca delle capre. In tre giorni di caccia furono catturate ben quattro capre dai denti d’oro. Dopo questo leggendario incontro con il Re di Sardegna la famiglia Bertoleoni si fregiò dello stemma reale e si considerò a tutti gli effetti sovrana dell’isola, benché non ci sia ancora alcun documento a sostegno del loro diritto. Qualche anno più tardi, però, il demanio tentò di espropriare i Bertoleoni della loro isola, sostenendo che su di essa non esisteva alcun titolo di proprietà. Paolo Bertoleoni decise quindi di recarsi personalmente a Torino da Carlo Alberto, ed ottenne dal re in persona una pergamena che lo riconobbe e come padrone assoluto e re di Tavolara. Naturalmente chiediamo a Tonino di mostrarci questa pergamena, ma sconsolato e scuotendo le spalle ci dice che la stessa sia stata sottratta con l’inganno, addirittura a suo padre, da un sedicente studioso di storia, in ogni caso ci tiene a sottolineare che una foto della sua famiglia, voluta dalla regina d’Inghilterra Vittoria, sia esposta nel museo di Buckingham Palace, a Londra, è conservata all’interno della collezione di ritratti delle famiglie reali di tutto il mondo. Sotto la foto vi è la dicitura: “La famiglia reale di Tavolara, nel golfo di Terranova Pausania, il più piccolo regno del mondo”. La storia o la favola del regno di Tavolara e veramente unica e chiunque andrà in questo incantevole luogo può convincersene, chiedendone la storia a “Re Tonino” e ammirando i colori del suo mare e delle sue rocce, fino a giungere in fondo il piccolo cimitero, quasi invisibile dal mare, dove si trovano le tombe del primo re di Tavolara e dei suoi discendenti e familiari.
Peppe Pagano - Motoexplora Tour Operator